domenica 12 maggio 2013

Il perché della Siria


Moneta Sovrana Nazionale Siriana
Moneta nazionale e Sovrana. Non conosce il signoraggio, tiene lontana gli usurai e sopratutto è emessa dalla Banca Centrale Siriana Statale. In più ti concede il mutuo sociale della tua dignità.
Gli altri paesi con Banca centrale nazionale e moneta sovrana sono Iran e Corea del Nord. La Libia è stata azzerata nella sua determinazione di ottenere la sovranità e l’autodeterminazione del suo popolo, ma prima della guerra voleva emettere un dinaro d’oro di stato, dopo la guerra la sua banca centrale è stata completamente privatizzata, in particolare a BNP Paribas che aveva già una piccola quota dal 2007, ma evidentemente alla Francia non bastava, così come è stata privatizzata o è privatizzanda l’acqua, e l’acquedotto che aveva costruito Gheddafi, e lo dico a occhi chiusi, senza neanche fare la ricerca, privatizzanda o privatizzata a Suez Gaz de France. L’Ungheria è sotto controllo stretto e forse presto penalizzata dall’UE che vuole toglierle il voto al Consiglio, per le modifiche apportate alla Costituzione nel senso di un controllo governativo sulla sua banca centrale. L’Irak voleva vendere il petrolio in euro. Il petrolio è controllato dagli stampatori di moneta. Sono gli stessi che controllano la Federal Reserve, la maggior parte delle banche centrali mondiali, la Bank of England, il cartello del petrolio e della chimica/farmaceutica. Di cosa ancora avete bisogno per capire le vere poste in gioco nelle cosiddette rivoluzioni colorate, nelle guerre in Medio Oriente, negli scandali a sfondo sessuale di capetti scomodi e imbizzarriti rispetto al NOM?
N. Forcheri 12 maggio 2013

domenica 28 aprile 2013

Segreti e fantasmi del ventesimo secolo



Di  Marco Saba [1], 8 settembre 2004

Nell’articolo precedente della serie dei grandi misteri (“Secondo le banche centrali, i politici e lo Stato sono troppo corrotti” – 25 agosto 2004), ho accennato alla storia del Titanic e del Kursk (vedi nota sotto), alla “fine” dei Romanov, all’attacco di Pearl Harbour e ad altri fatti che trovano origine nel corrotto sistema monetario adottato in occidente. Questo articolo rappresenta idealmente la seconda puntata di quella che potrebbe diventare una telenovela.

Le carte di Mussolini
Proprio in questi ultimi giorni, vi sono stati vari programmi televisivi che hanno trattato del mistero delle carte scomparse di Mussolini. Tra queste carte vi erano lettere tra Mussolini e Churchill e tra Mussolini e Chamberlain. Mussolini cercò di tenerle con sé sino all’ultimo, quasi fossero una polizza sulla vita, ma alla fine scomparvero per venire poi parzialmente pubblicate negli anni seguenti su alcuni giornali. Dopo la morte di Mussolini, vi fu una missione segreta inglese per recuperare queste carte nella zona del lago di Como. Si pensa che circa 450 persone siano state eliminate perché, al pari della Petacci, sapevano “troppo” in merito a queste carte. Questa eliminazione di testimoni non può non ricordare l’episodio dell’assassinio di Kennedy, dove praticamente tutte le persone che erano presenti nella zona del delitto, o sono morte o sono state eliminate.
Il problema è: che cosa dicevano le carte di Mussolini di talmente imbarazzante? Facciamo una ipotesi: trattavano della questione monetaria e del sistema bancario. Mussolini aveva incontrato Ezra Pound nel 1933 ed il poeta lo aveva ampiamente informato su come funzionava il sistema usurocratico. Lo stesso Mussolini aveva sospeso il pagamento dei buoni del Tesoro che costituiscono una parte importante del sistema truffaldino che indebita gli italiani per sempre. Proprio nel codice civile fascista troviamo l’articolo che disciplina il “Fondo Patrimoniale”, un sistema per salvaguardare i beni immobili dagli appetiti delle banche creditrici. In una recente sentenza, il Tribunale di Busto Arsizio, in una causa che vedeva contrapposte a dei privati delle banche creditrici, ha fatto finta che tale articolo non avesse valore (tanto per capire fin da subito da che parte sta certa magistratura). Quanto sopra detto, è sufficiente per ritenere che non solo Mussolini era perfettamente a conoscenza di cosa non andava nel sistema bancario, ma anche che avesse in qualche modo cercato di mettere dei paletti. Con la diffusione di internet, si è oggi in grado di scoprire che tre mesi prima di essere assassinato, Kennedy, andando oltre alle iniziative di Mussolini, aveva promulgato l’ordine esecutivo 11110 tre mesi prima della sua morte. Questo ordine fatale prevedeva che gli stati uniti potessero stamparsi dollari propri senza passare dalla Federal Reserve. Tenendo conto del fatto che le carte mussoliniane non vennero mostrate nemmeno al bravo Peter Tompkis, l’ex agente dell’OSS, vi è ragione di pensare che una approfondita indagine in tale direzione potrebbe rivelare cose inedite.

Ezra Pound in manicomio
Ezra Pound nel 1944 teneva delle trasmissioni radiofoniche e collaborava con un quotidiano (Ezra Pound, “Per il popolo di Alessandria”, 1944,http://www.antoniomaconi.it/libri/pound/index.htm [2]). Venne accusato di tradimento dagli americani e venne arrestato da James Jesus Angleton, che peraltro lo conosceva già da alcuni anni. La parte più interessante del lavoro di Pound, che era principalmente un poeta, riguarda le sue ricerche in campo monetario (Ezra Pound, “ABC dell’economia e altri scritti”, 1994). Nei libri tradizionali dedicati a Pound, molto poco si dice di queste sue scoperte in campo monetario. Diciamola tutta: sono pesantemente censurati in merito. Al meglio parlano di questa ricerca come di una “bizzarria”, quasi giustificata dal suo successivo ricovero in manicomio, al St. Elizabeth. Un manicomio affollato di altri personaggi misteriosi, ad esempio John Forbes Nash e Ron Lafayette Hubbard. Mentre Pound era ricoverato in manicomio, aveva incaricato una persona, Eustace Mullins, di fare una ricerca sulla Federal Reserve e di pubblicarne i risultati (Eustace Mullins, “The London Connection”, Kasper and Horton, New York, 1952, http://www.illuminati-news.com/e-books/Secrets_of_the_Federal_Reserve.pdf [3]). Questo libro venne pubblicato in Germania nel 1955 e, sotto pesanti pressioni della ADL, La Lega Ebraica Antidiffamazione, nonostante il libro non contenga assolutamente la parola “ebreo”, venne sequestrato e bruciato nelle piazze. Ricordo che siamo nel 1955, non durante il ventennio fascista o sotto il nazismo. Ma veniamo agli altri due ospiti illustri del manicomio. John Forbes Nash è un brillante matematico che studiò la teoria dei gioci ed apportò un grande contributo: l’equilibrio di Nash. Per questo prese un premio (dedicato a) Nobel, in economia, da parte della banca centrale svedese. Questo equilibrio è quello in cui tutti i giocatori raggiungono una posizione di massimo profitto, una soluzione ottimale. Una situazione che si potrebbe determinare se il signoraggio sul credito e sulla creazione monetaria venisse ridistribuito al popolo. Su Nash esiste un bel film, A Beautiful Mind, ed un libro, “Il genio dei numeri – Storia di John Nash, matematico e folle”, di Sylvia Nasar, Rizzoli, 1999), per chi volesse approfondire. Tuttavia non si fa cenno, nelle due opere citate, di “questione monetaria”. L’altro ospite del manicomio era Ron Lafayette Hubbard, un ex agente dell’ONI (Office of Naval Intelligence), che era ossessionato da due cose: gli effetti del fallout nucleare e i soci privati che si nascondono dietro alle banche centrali. Pur di continuare la sua lotta per diffondere la consapevolezza su questi due gravi problemi, e cercando una soluzione intelligente per sfuggire alla persecuzione del maccartismo, fondò addirittura una religione: Scientology. Oggi su questa organizzazione circolano varie voci, tuttavia mai si dice che cosa ne pensi del sistema monetario e del signoraggio. Certo è che Scientology ha contribuito notevolmente alla chiusura dei manicomi ed alla dismissione della pratica criminale dell’elettroshock (che tuttavia mi dicono si pratichi ancora: ai monetaristi eretici?). Ho sempre pensato che Scientology fosse, almeno agli inizi, una lungimirante operazione di intelligence. Non esistono prove specifiche di scambi di informazioni tra Nash, Hubbard e Pound, tuttavia la coincidenza del luogo e del tempo, e di altri indizi, lasciano ben sperare da una ricerca in tal senso.
I signori del signoraggio e mediobanca
Visto che eravamo negli anni ’50, occorre parlare di una istituzione da sempre vista con venerazione: Mediobanca. Questa banca d’affari che ha manipolato le regole del mercato da quando è nata, raggruppa il fior fiore delle famiglie capitaliste italiane. E’ tramite questa struttura che queste famiglie possono aver garantita ricchezza eterna, poiché l’istituto di via Filodrammatici possiede partecipazioni nelle società a loro volta socie della Banca d’Italia, quella che ci deruba del signoraggio sull’emissione delle banconote. Forse quest’ultimo non è più un gran mistero, ma siccome non mi risulta che gli attenti biografi di Mediobanca ne facciano mai menzione nelle loro ponderose opere, ho deciso di rompere qui il muro del silenzio. In pratica, la cosiddetta libertà del mercato va a farsi friggere quando un oligopolio si mette d’accordo per tener sotto tutti gli altri. Su Mediobanca occorre aggiungere che il magistrato Gherardo Colombo, nelle sue indagini, scoprì cose che la coinvolgevano assieme all’IRI: alcuni strani fondi neri del periodo 1977-1980. Considerato quanto avvenne in quel periodo, compreso il rapimento e l’uccisione di Moro, passando per la costituzione del conto segreto “Protezione”, varrebbe la pena di andare a rispolverare quelle indagini (almeno per una ricostruzione storica). Normalmente si pensa che i fondi neri servano solo per illeciti arricchimenti: servono anche per finanziare il terrorismo. Fu Francesco Pazienza a scoprire che tredici terroristi italiani che si nascondevano in Nicaragua, andavano a riscuotere la loro “pensione” in banche offshore a Panama (Francesco Pazienza, “Il Disubbidiente”, Longanesi, 1999). Le notizie e le fotografie gliele fornì “faccia d’ananas” Manuel Noriega. Col senno di poi, non è che tutti e due abbiano fatto una gran bella fine: da allora sono in carcere. Della serie: se la sono passata meglio i terroristi che quelli che li indagavano. Da che parte sta la magistratura?

Argentina e Banca Mondiale
Facciamo un salto dagli anni ’80 al 2000. Vi sono due fatti che riguardano l’Argentina e che meritano di essere ricordati: la questione dei bond e quella della moneta locale. I Bond argentini – per quanto ne so – non hanno portato soldi “all’Argentina”, ma ad alcune persone che ne gestivano il traffico. Questi bond venivano offerti alle banche al 30% del prezzo nominale, ecco perché l’Argentina fa una giusta resistenza al loro rimborso integrale. Chi si è rubato il 70% del loro valore? L’Argentina, per difendersi da questi squali del sistema bancario, ha cominciato ad emettere una moneta locale gestita dalle provincie. Recentemente la Banca Mondiale ha fatto enormi pressioni sul governo argentino affinché questa moneta venisse ritirata e soppressa. Difatti questo buon esempio – a mio avviso encomiabile – avrebbe potuto “contagiare” gli altri paesi sudamericani (cosa che avverrà ben presto). Col risultato che i “sempre ricchi” dovranno trovarsi un lavoro onesto per tirare a campare. Insomma, per risollevare un paese dalla povertà, sarebbe sufficiente regalargli delle macchine tipografiche “Intaglio” di modo che si possano stampare la loro moneta senza dover cadere nella trappola dell’usura internazionale. Facile, no?
Restate collegati, seguirà la terza puntata.

Nota di Agent Censored sul Kursk:
Caro Marco,
rispetto a quanto riporti, traendolo come prova da Skolnick, già una volta ti dissi che bisogna fare molta attenzione a non screditarsi pur dicendo cose assolutamente esatte. Il sommergibile Kursk, con scafo in lega di titanio, poteva operare ad una profondità massima di 900 metri. Ciò significa che il punto di implosione, come normalmente calcolato, è al 50% superiore, ovvero 1.400 metri di profondità. Il Titanic si trova a più del doppio della profondità e, quindi, il Kursk non può essere mai giunto fino a 3.750 metri di fondale. Non solo, l’americano Ballard ha fotografato tutto lo scafo con l’ALVIN – un sommergibile speciale che può raggiungere i 5.000 metri di profondità. Io ho visto tutte le foto e non esiste nessuna prova che vi siano lamiere piegate verso l’esterno. Poi il relitto è stato fotografato integralmente anche dal sottomarino francese dell’IFREMER (la società che ha lavorato a Ustica prima degli inglesi) ed idem con patate. Di sottomarini me ne intendo un po’ perché ci ho lavorato. Sull’Alvin, per esempio, ci sono stato quando ero a Houston. Tanto tempo fa…

A.C.


[1] Marco Saba: http://www.marcosaba.be
[2] http://www.antoniomaconi.it/libri/pound/index.htm: http://www.antoniomaconi.it/libri/pound/index.htm
[3] http://www.illuminati-news.com/e-books/Secrets_of_the_Federal_Reserve.pdf: http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.illuminati-news.com%2Fe-books%2FSecrets_of_the_Federal_Reserve.pdf&h=OAQG_LNKQ&s=1

domenica 21 aprile 2013

L’UE è nulla: viola i suoi stessi trattati

L’UE è nulla: viola i suoi stessi trattati


1) Fonte: http://lebanquiergarou.blogspot.it/2013/04/euro-la-france-bande-encore.html - Traduzione a cura di Nicoletta Forcheri 

Novità: la BCE di Draghi accorda alla Francia il potere di battere moneta

Le Yéti
voyageur à domicile
Pubblicato il 17/4/2013
Ma cosa sta succedendo? Mario Draghi, presidente della banca centrale europea (BCE) qualche giorno fa accorda in sordina a un paese dell’eurozona il diritto di battere moneta. E quel che è peggio in modo quasi “illimitato” (la parola alla moda per la finanza internazionale).
Badate bene, non a Cipro, non alla Grecia, non alla Spagna, non al Portogallo, non all’Irlanda, né tantomeno all’Italia. No, alla Francia. Tutto per noi ! E badate bene, non in qualsiasi valuta, non in franchi. No, in euro liquidi (è il caso di dirlo, come vedrete sotto).
Alcuni osservatori avvertiti vi hanno ironicamente scorto un segnale positivo. Paul Krugman, premio Nobel (non poteva essere che un premio Nobel !) :
« La Francia a di nuovo la sua moneta. »
Figuriamoci, non sono un premio Nobel (almeno non ancora) ma sarei quasi d’accordo con l’editorialista nobellizzato del New York Times: finalmente un ritorno alle monete nazionali nell’Unione europea !
Tranne che, sempre in euro, non in tutti i paesi membri… Se foste aspiranti premi Nobel, vi chiedereste scientemente cosa si nasconde, nevvero ?

Gli « economisti » entrano in scena

Ebbene, la rivista Notizie economiche tedesche – Deutsche Wirtschafts Nachrichten (DWN) – ha idee ben più viziose, ben più perverse nel merito :
« Questo fatto deve impedire che una banca francese crolli. »
Il DWN indica che una banca francese sarebbe particolarmente presa di mira, ma il suo nome non è stato ufficialmente indicato. Il DWN cita tre banche francesi istituzionali (BNP Paribas, Société générale, Crédit agricole), con particolare attenzione al Crédit agricole (che ha chiuso l’anno 2012 in negativo).
Qualche  economista di forum ha voluto invece considerarlo un affronto… per « i sostenitori dell’uscita dall’euro» :
« Il principale argomento [degli eurofobici, ndr] vien meno: la BCE si comporta come la BdF [Banca di Francia] e adesso si può giocare con la moneta senza che ciò comporti d’ufficio una svalutazione. »
Modo molto originale di vedere le cose (questi saggi che faccia tosta !). Ciononostante accordare qualsiasi potere monetario apparente a un paese membro contraddice però gravemente i regolamenti europei. E se una istituzione come la BCE viola in tal modo le sue prerogative, è perché sicuramente gatta ci cova.

L’offesa del Sud alla Germania

Forse che la casa rischia di bruciare per via di fallimento prevedibile di una banca francese sistemica, ad esempio ? Un’emergenza imprescindibile ad agire seduta stante ? E di impedire per inciso alla Germania di impicciarsi nel salvataggio di un nuovo gallo zoppicante di questa maledetta zona alla quale tutto andrebbe meravigliosamente bene se non ci fossero queste fottute tegole ?
E’ quanto insinua crudelmente e senza mezzi termini il DWN che denuncia un complotto (costretto e forzato dal loro triste stato?) da parte dei paesi sinistrati del sud contro l’impotente Germania:
« Si sta sviluppando in Francia, sotto i radar, una gigantesca bolla finanziaria. La Germania deve assistere impotente. Il capo della Bundesbank, Jens Weidmann può solo fare omelie domenicali al riguardo. Nient’altro. Tale azione è la dimostrazione che la frazione del Sud, nelle quinte della BCE, ha già ampiamente preso il controllo della struttura dell’Europa. »
In altre parole, nel fuggi fuggi generale, è stato inferta all’integrità della moneta unica una mortifera pugnalata. Ma zitti, va tutto benissimo madama la Marchesa in Europa. E chi diavolo osa parlare qua dello stato febbrile e del panico generali ?

2)  Da Bce munizione speciale a Francia: licenza di stampare denaro

E’ quanto riporta il giornale economico tedesco, Deutsche Wirtschafts Nachrichten. Obiettivo ultimo di tale concessione: garantire il salvataggio del sistema bancario francese al riparo dai controlli tedeschi.
Nella foto, il presidente della Bce Mario DraghiNEW YORK (WSI) – La Bce avrebbe concesso alla Francia una licenza per stampare una quantità di denaro illimitata grazie ad uno speciale programma obbligazionario. 
E’ quanto riporta il giornale online popolare di economia tedesca (euro scettico) Deutsche Wirtschafts Nachrichten, secondo il quale l’obiettivo ultimo di tale concessione sarebbe quello di garantire il salvataggio del sistema bancario francese al riparo dai controlli tedeschi.
In pratica, secondo il giornale tedesco, accanto al flusso di liquidità a 3 anni garantito dal LTRO, le banche francesi hanno a disposizione una fonte di finanziamento praticamente inesauribile, il cosiddetto mercato STEP.
Si tratta di un mercato non regolamentato, sul quale sono negoziate obbligazioni bancarie e corporate. Il valore dei titoli di debito negoziati è pari a circa 440 miliardi di euro.
Ingrandisci la foto
I volumi scambiati nel mercato STEP (Short Term European Papers).
In pratica, il settore bancario francese si è ulteriormente sviluppato sul mercato STEP (Short Term European Papers), avendo così la possibilità di ricorrere ad un programma alternativo per la concessione di credito, non molto lontano dall’essere una vera licenza per stampare denaro.

mercoledì 17 aprile 2013

Il MES batte un golpe…


di Marco Saba e Nicoletta Forcheri
Chi ha il potere di creare moneta LEGALE (cioè obbligatoria) tassa invisibilmente la comunità del potere d’acquisto corrispondente che si arroga. E’ un diritto sovrano, non può essere lasciato ai privati ai quali comunque può essere consentito di emettere moneta complementare a circolazione libera, a CORSO LIBERO, poiché l’uso della stessa non è imposto dallo Stato.

Lo Stato non può imporre ai cittadini, depauperandoli mostruosamente, di adottare una moneta privata per l’assolvimento delle obbligazioni. Si tratta di ALTO TRADIMENTO.

Per capire il sistema bancario, i punti da tener presenti sono tre:
1 – Nascono prima i prestiti dei depositi, il denaro virtuale viene creato dalla banca all’atto del prestito e dopo viene depositato.
2 – Le banche sono principalmente delle creatrici di denaro creditizio (virtuale) e svolgono solo marginalmente l’attività d’intermediazione finanziaria vera e propria.
3 – Le banche non hanno bisogno di percepire anche gli interessi, rubano già l’intero capitale all’atto della creazione del credito. Le banche non pagano tasse sul capitale rubato perché lo mettono al passivo del bilancio realizzando un’evasione doppia.

Se ne desume che le banconote in euro rappresentano un curioso caso di corpo del reato che è anche allo stesso tempo refurtiva e mezzo di riciclaggio.

Nota bene: si salvano solo gli euro metallici a signoraggio statale, contingentati però dall’UE: in Pochi spiccioli all’Italia la dimostrazione che una decisione della BCE ci strozza nel tetto imposto di emissione di valore da spiccioli pro capite, inusitatamente basso per l'Italia rispetto al pro capite degli altri Stati. Contingentati dalla BCE lo sono anche i titoli del debito pubblico, di cui la facoltà di emissione sarà prossimamente scippata semplicemente agli Stati per regalarla al MES. Il presidente del MES al momento è – in conflitto di interessi? in cumulo di poltrone? – il ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem, che è anche il presidente dell’Eurogruppo, subentrando a Juncker che era in carica dal 2005. Il ministro olandese, che è stato nominato dall’Eurogruppo con l’opposizione espressa della Spagna, rompendo con la tradizione che richiedeva l’elezione all’unanimità dei paesi, è lo stesso che ha deciso l’esproprio dei conti ciprioti e la cancellazione pura e semplice dei titoli dei piccoli obbligazionisti della banca olandese SNS nazionalizzata 

Si può dimostrare in Tribunale che ogni cittadino è stato derubato di 2 milioni di euro con la truffa della moneta privata e del debito pubblico. Ma la magistratura deve fare quel minimo sforzo che le consente di capire che, poiché tutta la moneta in circolazione è corpo del reato, le transazioni imposte in euro non hanno valore. In sostanza, se usi euro sei un riciclatore. Punto.
Riepilogo: Durante la seconda guerra mondiale, fortemente voluta dall’esponente della mafia bancaria internazionale, il signor presidente Roosevelt, la mafia bancaria si mise d’accordo con la mafia “tradizionale” (criminalità comune organizzata) per organizzare lo sbarco in Sicilia e l’occupazione dell’Italia. La prima cosa che fecero gli americani, schiavi del dollaro privatizzato, organizzarono una bella emissione di moneta falsa per 140 miliardi che fu poi addebitata allo stato facendo mnascere il “debito pubblico” (se lo chiamavano “debito dell’occupante” magari nessuno voleva pagarlo…). Nel 1944 il bilancio dello stato vide l’ultimo anno di attivo. 70 anni dopo, dopo decine di basi militari d’occupazione che contaminano il territorio anche radioattivamente, in piena crisi artificiale ordita dai soliti oligarchi usurai… dimmi tu che facciamo.
Siamo riusciti a rinominare l’oligarchia bancaria come “democrazia”. Siamo in pieno democrazismo totalitario. Democrazismo sancito dai trattati UE laddove prescrivono agli Stati di passare dalle forche caudine dell’oligarchia bancaria (il mercato primario delle banche dealer) per rifornirsi di moneta.
Come si arriva al calcolo che 2 milioni di euro di rendita monetaria a testa sono il risultato della truffa monetaria del sistema bancario in Italia? Il calcolo, per difetto, è semplice: la massa dei titoli del debito pubblico venne usata dalle banche come base di riserva frazionaria nell’area euro che era il 2%. Significa che potevano creare il 98% con il 2% di riserva, e cioè circa 50 volte il valore dei titoli posti a riserva. Quindi le banche hanno creato soldi per 50 volte questo importo e li hanno riciclati prestandoli in circolazione. Il riflusso aggregato dei prestiti rappresenta il loro bottino: capitale + interessi. Limitandoci alla sola cifra di capitale creato di cui le banche si sono appropriate: 50 volte il debito pubblico. 100.000 miliardi di euro oltre a quelli che riescono a strappare agli Stati per i “salvataggi”. E’ scandaloso.
Comunque, la cifra totale risultante la dividi per il numero di abitanti ed ottieni l’importo pro-capite. Quindi, debito pubblico totale moltiplicato per 50 e diviso per il numero di abitanti. Vedete voi quanto viene. Il problema tecnico è il seguente: se le banche decidessero di rimborsare (basterebbe anche nazionalizzarle), non potrebbero farlo emettendo NUOVA moneta, poiché così creerebbero un altro nuovo debito verso la società. Quindi devono rimborsare con i mezzi propri e, siccome abbiamo accertato la criminalità di queste imprese, e quindi non vale la clausola della responsabilità limitata per le imprese criminali, ANCHE I SOCI DELLE BANCHE DEBBONO RIMBORSARE FINO ALL’ULTIMO COL PATRIMONIO PERSONALE.
17 Aprile 2013

venerdì 5 aprile 2013

Venezuela: Transition to US Style Democracy


Venezuelan Government Announces Transition to US Style Democracy

Miami, April 1st 2013 (Venezuelanalysis.com) – In a public broadcast yesterday the Venezuelan government announced the transition to democracy. Measures include the sale of community media to business giant Rupert Murdoch, and the privatisation of the health sector.
A Venezuelan government spokesperson told the press, “On the advice of a special US commission, the government will be expanding media diversity by selling all of its community media to Rupert Murdoch”.
“The media package includes Latin America's Telesur, which will no longer report from the ground and talk to real people, but rather read US government press releases from an autocue,” the government spokesperson said.
Further, the government announced it will be bringing Monsanto into the country to advise on food reform.
“We realised that organised communities shouldn't participate in politics, they don't know their own needs, only transnationals like Monsanto and Macdonalds really understand these issues,”  the spokesperson said.
On hearing of the transition plans, Donald Trump immediately offered to buy Venezuela's Canaima National Park, in order to build a golf course. The government has accepted.
“Trump Greens will be South America's premier golfing destination,” Trump told Venezuelan media yesterday.
“Imagine taking a putt off the world's highest waterfall. This is my gift to all Venezuelans...and their caddies.”
The government will also sell its Barrio Adentro health system to Richard Branson.
The privatisations will be complemented by austerity policies, with the government hoping to deliver a budget surplus by 2015.
“We have observed the unquestionable success of austerity measures in Europe. While we have struggled to reduce poverty by any more than 66% over the last fourteen years, the rise in living conditions across Europe recently is a testament to the universal fact that free markets make free people,” the spokesperson said.
The US based Human Rights Organisation, which recently declared that Guantanamo Bay is conforming with human rights standards, commented that the latest measures were “a step in the right direction”.
“We hope that within a few years our democracy will be just as good as it is in the US. They have so many types of plastic cheese there, not to mention TV snacks. The Venezuelan economy is a disaster if we don't have that sort of choice,” said the government spokesperson.
Government officials conceded what many in the international community have suspected for some time. As Simon Hooper wrote for CNN on 6 March, Chavez relied on drawing supporters using “force of personality".
Indeed, his down to earth rhetoric, and appealing personality tricked many Venezuelans into supporting dictatorial policies such as investment in health and education.
“This day, 1 April, we have decided not to be fools any more and to start taking the international mainstream media seriously. We appreciate everything that the US has done for this continent,” the spokesperson concluded.

Venezuelanalysis.com wrote this April Fools article to make a political point. Daily the mainstream media write lies about Venezuela and the Bolivarian revolution, and many of their readers believe those lies. One of the main ones is that Chavez was a dictator, or that there is some kind of "authoritarian regime" here, yet, as we tried to make clear in this article, that is far from the truth.

sabato 23 marzo 2013

Venezuelan New Currency Exchange System

Venezuelan Government Announces New Currency Exchange System
Merida, March 19th 2013 (Venezuelanalysis.com) – Today members of the government held a press conference to inform the public about the new system for buying foreign currency. Called the Complimentary System of Foreign Currency Acquirement (Sicad), interim president Nicolas Maduro said it aims to “overcome the parallel market”.
The Sicad system will be parallel to the Foreign Exchange Administration Commission (Cadivi) system, which supplies companies, organisations, and individuals with the dollar at the official rate, and will replace the old Transaction System for Foreign Currency Denominated Securities (Sitme).
Last month the government devalued the bolivar’s fixed exchange rate to the dollar from 4.3 to 6.3. The Sitme system was changing dollars for bolivars for importers and travellers at a maximum rate of 5.3 bolivars/ dollar, while this past month the bolivar has been trading at 23 bolivars/dollar on the black market.
Minister for finances, Jorge Giordani explained that the Sicad will function like a public “bidding” system for private companies who need to import. A Superior Organ for the Optimisation of the Exchange System will decide which companies are authorised to buy dollars and announce how much money is available.
It, together with the Central Bank, will then receive offers, and companies should also supply receipts proving the cost of the machinery or materials that they need to purchase. Companies will request foreign currency through their banks or other financial institutions, which will then send on the information to the Central Bank.
The Central Bank will pay the overseas providers directly. This means that the companies in Venezuela who are authorised to receive the dollars will never directly handle that money, making it difficult for them to spend less than they suggested they needed, and sell the remaining amount of dollars on the parallel market for much higher than they bought them for.
The finance minister said that the Superior Organ for the Optimisation of the Exchange System will carry out “strict control” in order to verify that companies import the goods and products they said they would with the dollars assigned to them.
Sicad dollars will only go to “productive activity” or socially beneficially goods, the president of the Central Bank of Venezuela, Nelson Merentes said.
According to Giordani the system is a variation of one created by the Canadian economist and Nobel prize winner, William Vickrey, and will guarantee “transparency in the process of assigning foreign currency”.
Maduro blamed the “corrupt rightwing and the parasitic bourgeoisie” for being behind the parallel market, and for “betting on” the destabilisation of the country’s economy.
He also said Venezuela “has enough dollars for Cadivi to work well”. The president of Petroleos de Venezuela (PDVSA), Rafael Ramirez, said that the state owned oil company and Venezuela’s main generator of dollars, will sell US$ 41.479 billion to the Central Bank this year.
“These dollars aren’t for the parallel market, but rather for the real economy, for exporting, for the needs of the population and for their social benefit,” said Merentes.